イタリアの風:Chigusa Kuraishi Blog

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テスト

しばらく、記事がアップできなくなっていました。テストしています。これから復帰したいと思います。
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by Art-Chigusa | 2018-05-25 04:08

Confine impreciso

Confine impreciso
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by Art-Chigusa | 2016-12-03 06:16

アルテミジア ギャラリーにて

10月15日から11月12日(2016)イタリア、ペルージャのアルテミシア ギャラリーにて展覧会を行いました。この展覧会は、今準備している、2017年3月に行う”Con-finis"へ向けて、小作品を展示しました。
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by Art-Chigusa | 2016-12-03 05:59

Keze no yukue PostModernissimo Perugia

Cinema PostModernissimo Via del Carmine 4

DAL 23 MAGGIO AL 27 GIUGNO 2016
OGNI LUNEDI ALLE 21:30

IL FILM DI YASUJIRO OZU
VIAGGIO A TOKYO 23 MAGGIO
FIORI D’EQUINOZIO 30 MAGGIO
TARDO AUTUNNO 6 GIUGNO
IL GUSTO DEL SAKE’ 13 GIUGNO
BUON GIORNO 20 GIUGNO
TARDA PRIMAVERA 27 GIUGNO


小津安二郎監督 映画 の上映 21:30~

(Chigusa&Junko作品映像上映・作品の展示)
5月23日(月) 東京物語
5月30日(月) 彼岸花
6月 6日(月) 秋日和
6月13日(月) 秋刀魚の味
6月20日(月) お早う
6月27日(月) 晩春

Omaggio a Yasujiro Ozu e Setsuko Hara

Sono felice di organizzare al PostModernissimo, in occasione del 150° Anniversario dell’Amicizia Italia-Giappone, questa rassegna cinematografica dedicata ad uno dei maestri assoluti del cinema nipponico e mondiale.

A questo proposito vorrei ringraziare il PostModernissimo, che ha promosso questa iniziativa e assieme al quale spero di portare avanti altri progetti per la promozione del cinema Giapponese qui a Perugia.

In questo caso la rassegna aumenta di valore, grazie anche alla partecipazione di importanti critici e storici del cinema di caratura nazionale che introdurranno le opera e faranno conoscere al meglio il film e l'autore al pubblico di Perugia.

La retrospettiva sarà, per l'appunto, inaugurata da Enrico Ghezzi, volto e mente della Rai, autore di Blob e Fuori Orario, che attravero il suo lavoro è stato uno dei massimi divulgatori dell'opera di Yasujiro Ozu in Italia.

Proprio l’anno scorso è scomparsa Setsuko Hara, attrice-mito, icona del cinema giapponese, spesso protagonista delle pellicole di Ozu. Setsuko ha lavorato con i più grandi registi, con Akira Kurosawa, ad esempio, che l'ha diretta ne “L’idiota” (1951) o Naruse Mikio con il quale ha lavorato ne “Il pasto”, ma io ritengo che Ozu sia davvero riuscito a tirare fuori tutto il suo fascino indimenticabile! Per fare un paragone, anche se lo stile è molto diverso, direi che questa grande attrice è la Sofia Loren del Giappone, un talento istrionico e meraviglioso unito però all'eleganza e alla raffinatezza di Claudia Cardinale. Un unicum nella storia del cinema che non ha né la figura minuta né il viso appiattito di una comune donna Giapponese, ma piuttosto la figura scultorea di una donna occidentale.

Setsuko emanava un’aura di purezza, per la quale tutti la definivano “l’eterna vergine”. Si diceva che sarebbe stata la sposa ideale di Ozu, e che i due si sarebbero sposati, ma invece rimasero entrambi soli senza mai unirsi in matrimonio per il resto della vita. Nel 1963 Ozu morì, e dal quel momento lei abbandonò la carriera di attrice, aveva solo 42 anni.

Anche in onore di Setsuko abbiamo organizzato questa rassegna: in omaggio al suo lavoro e per esprimere cordoglio per la sua dipartita.

Quando ero studentessa universitaria, e poi quando lavoravo a Tokyo, andavo sempre al Cinema Namiki-Za (Teatro di Namiki). E ogni volta che vedevo i film di Ozu, mi emozionavo a tal punto da raggiungere le lacrime, piangevo commossa dalla grandezza di quelle opere, la stessa grandezza che riusciamo a ritrovare ora che i 6 film che abbiamo scelto di mostrarvi sono stati restaurati. E' una grande occasione per apprezzare a pieno la bellezza originale dell'opera di Ozu.

Nelle sue pellicole l’occhio della telecamera rimane spesso più in basso dello sguardo degli attori, che in questo modo vengono “elevati” ed appaiono più presenti sullo schermo, con maggiore forza. Ozu sceglie quasi sempre di non muovere la macchina da presa, ma vuole un punto di vista, una unica inquadratura dalla quale osservare la scena fissandola su forme ben precise, inquadrando le forme con purezza... uno sguardo, questo, che dal punto di vista occidentale può essere definito come ascetico, Zen.

Sono profondamente convinta che Ozu sia grande, non solo per la bellezza “calcolata” di questo stile perfetto, ma anche perché capace, più di tutti, di riportare il dramma della quotidianità e delle storie familiari in un cinema come che troppo spesso ha la vocazione di cercare la porpria natura nella spettacolarità; un modo di narrare unico che vive con e nelle emozioni dello spettatore, perché prima o poi tutti siamo chiamati a vivere l’esperienza della verità crudele e profonda. E' per questo che lo spettatore del mondo non può contenere le lacrime di compassione per la “mononoaware” (consapevolezza e rammarico della precarietà delle cose) come i personaggi che ci ha regalato Ozu !
Io credo che le storie dei film di Yasujiro Ozu colpiranno il cuore di tante persone anche a Perugia.

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 このたびイタリア日本国交150周年記念イベントとして、ペルージャの映画館ポストモデルニッシモにおいて、日本映画史の巨匠・小津安二郎の映画を紹介できる運びとなったことをたいへん嬉しく思います。今回の上映では、最近イタリアで修復された6本の小津の映画を特集し、良好な画質でご覧いただけることになりました。

 小津映画の常連のヒロインで、伝説の女優というべき原節子が昨年他界したこともあり、今回の上映は、はからずも彼女の追悼の場ともなりました。彼女は黒澤明の「白痴」や成瀬巳喜男の「めし」など、他の日本の監督の名作にも出演していますが、やはり小津が一番彼女の魅力を引き出しているように思われます。全くタイプは違いますが、神話的な偉大な女優として、その存在感においてソフィア・ローレンに、その気品においてクラウディア・カルディナ―レにも比肩すべき存在ではないでしょうか。彼女は、体格がよく骨太で、顔の作りが西洋的で彫りが深く、純潔な雰囲気があって、永遠の処女と言われました。小津監督とは結婚の噂がありましたが、2人とも生涯独身を貫きました。小津が1963年に亡くなると、42歳で彼女は引退します。

 私は大学生の時も、東京の企業に就職した後も、今はなき銀座の名画館・並木座によく通い、小津の映画を観ては必ず涙を流したものです。

 小津映画ではいつも、カメラが極端に低い位置に据えられて、やや仰角気味にとらえた人物に、堂々たる存在感と個性が与えられています。移動撮影をほとんど用いないその画面は、完璧に設計されたスタティックな構図によって、西洋の観客にとってはしばしば禅的な神秘主義とも結びつけられてきました。私は小津の映画が素晴らしいのは、そのような完璧な技術がもたらす美だけではなく、彼がいつも描く家族と過ごすささやかな日常のドラマのなかに、誰もが経験する人生の残酷で痛切な真実が含まれているからだと思います。だからこそ、世界中で小津映画を観る人々の多くが、登場人物たちが醸し出す「もののあわれ」の世界に共感の涙を流さずにはいられないのではないでしょうか。

 今回の上映作品をご覧いただくペルージャの方々が、小津映画の繊細なストーリーに必ずや感動されるものと確信しています。   
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by Art-Chigusa | 2016-06-02 23:41

Kaze no yukue

風の行方 オープニング5月20日
 
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by Art-Chigusa | 2016-06-02 23:15

Tokyo National museum

クリスマスをイタリアの家族と過ごした後、27日から4日まで両親の住む
東京で新年を過ごしました。
2日幸運にも東京国立博物館で
特別展「始皇帝と大兵馬俑」中国の2200年前の彫刻と始皇帝にまつわる
貴重な文物(2世紀、3世紀)を観て来ました。
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そして思いがけずに、最も崇拝する2人の画家の代表作、
長谷川等伯の「松林図屏風」
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葛飾北斎の
富嶽三十六景の「凱風快晴」赤富士など本物をみることができて、
本当にいい年の初めとなりました。
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特別展「始皇帝と大兵馬俑」は2月21日まで
毎年恒例「博物館に初もうで」(北斎や等伯)は1月31日まで
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by Art-Chigusa | 2016-01-08 17:44

Corso di Italiano: Leonardo da vinci

A Perugia offriva un corso gratuito di lingua Italiana
(Prof. Pierluca Pisapia), e per migliorare mio italiano,
mi ero iscritto per qualche mese e per termine di questo corso,
ho scritto di Leonardo da Vinci che abbiamo studiato
nel questo corso.

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Leonardo da Vinci è un simbolo dell’arte Italiana e non solo.
L’Italia è un Paese di arte. Una nazione in cui sono nati tanti artisti
importanti, ma il più affacinante tra tutti è sicuramente
Leonardo da Vinci. Egli non solo rappresenta l’arte italiana o
quella rinascimentale, ma anche qualcosa di ben più universale,
di eterno.

Leonardo da Vinci nacque a Vinci, vicino ad Empoli in Toscana,
il 15 Aprile 1452 e morì ad Amboise in Francia il 2 maggio 1519.
È stato un pittore, un ingegnere
ed uno scienziato. Uomo d’ingegno e talento universale del
Rinascimento. Si occupò di architettura e scultura, fu disegnatore,
trattatista, scenografo, anatomista, musicista e progettista inventore.
È considerato indubbiamente uno dei più grandi geni dell’umanità.

La sua opera più nota è la “Gioconda”. Il mito di tale suo capolavoro
è conservato nel Museo del Louvre a Parigi. Opera emblematica ed
enigmatica, forse il ritratto più strabiliante del mondo. Nel tempo
c’è chi ne ha fatto nascere numerosi omaggi ma
pure variegate parodie. La Monna Lisa è stata la figura artistica più
amata ma anche la più derisa o aggredita. Nella lunga storia del
dipinto non sono mancati i tentativi di vandalismo, nonchè un furto
rocambolesco che ne ha addirittura alimentato la leggenda.

“Monna” Lisa (un diminutivo di “Madonna”, che oggi avrebbe lo
stesso significato di “Signora”) era moglie di Francesco del Giocondo.
Leonardo in quel periodo del suo terzo soggiorno fiorentino abitava nella
casa accanto a palazzo Gondi, oggi distrutta,
a pochi passi da piazza della Signoria a Firenze.

La “Gioconda” è misteriosa perché non è solo il dipinto della signora
di Francesco del Giocondo, ma si teorizza che Leonardo avrebbe dipinto,
consciamente o meno non si sa,
se stesso ed anche la ricerca dell’immagine di sua madre. Probabilmente
perrché Leonardo quando aveva cinque anni non stava più insieme con
la sua vera madre, Caterina, ma con la madrina Arbiella che aveva
sedici anni quando si sposò. Si dice che in quel sorriso complicato
coesistano l’amore e l’odio, giacché ebbe avuto due madri,
e Monna Lisa è persino androgina! Leonardo non ebbe relazioni
note con donne, non si sposò mai e non ebbe figli, e sembra che
possa essere stato omosessuale.

L’artista ebbe qualche esperienza particolare di tipo spirituale.
Dalla nota dello stesso Leonardo: “Ne la mia prima ricordazione
della mia infanzia è mi pare che, essendo io in culla, che un nibbio
venissi a me e mi aprissi la bocca con la sua coda, e molte volte mi
percotessi con tal coda dentro alle labbra”. Derivò l’interpretazione
di Sigmund Freud, nel suo libro (1910), di un ricordo d’infanzia di
Leonardo da Vinci come fantasia di un atto sessuale orale; laddove
il nibbi rappresenterebbe androginicamente la madre nella
curiosità sessuale infantile, da cui poi sarebbe derivata la sua
curiosità artistica e scientifica mai soddisfatta e conclusa.
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Marcel Duchamp nel 1919 dipinse “L.H.O.O.Q”, un ready-made rettificato
di una riproduzione fotografica della “Gioconda” alla quale sono stati aggiunti provocatoriamente dei baffi e un pizzetto. Il titolo è un gioco di parole:
“Elle a chaud au cul”, ovvero “Lei ha caldo al culo”, dunque significa
“Lei è eccitata”. Duchamp non intendeva negare l’arte di Leonardo
ma onorarla, a modo suo, mettendo in ridicolo gli estimatori superficiali
e ignoranti che apprezzano la Gioconda solo perchè tutti dicono “è bella”
conformandosi al gusto della maggioranza delle persone.

Il furto della Gioconda avvenne nella notte tra domenica 20 e lunedì
21 agosto 1911. Il giorno prima della chiusura del museo. Della sottrazione
si accorse lunedì stesso un copista, Louis Bèroud, che aveva avuto il
permesso per riprodurre l’opera a porte chiuse.
La notizia del furto fu ufficializzata solo il giorno dopo, anche perché
all’epoca non era infrequente che le opere venissero temporaneamente
rimosse per essere fotografate. All’inizio fu sospettato dalla polizia
il famoso poeta francese Guillaume Apollinaire,
il quale venne arrestato perchè aveva dichiarato di voler distruggere i
capolavori di tutti i musei per far posto all’arte nuova: era una sua
provocazione. Anche Pablo Picasso venne interrogato in merito,
ma entrambi vennero infine rilasciati.

In realtà un ex-impiegato del Louvre, Vincenzo Perugia, originario
di Dumenza, cittadina nei pressi di Luino (provincia di Varese),
convinto che il dipinto appartenesse all’Italia e non alla Francia
l’aveva rubato, con l’intenzione di “regalarlo” all’Italia,
dato che l’opera era stata rubata durante le spoliazioni napoleoniche.
Ingenuamente Vincenzo Perugia nel 1913 si recò a Firenze, a rivendere
l’opera per pochi spiccioli. Si rivolse all’antiquario fiorentino Alfredo Geri,
che ricevette una lettera firmata “Leonardo”, nella quale era scritto
“il quadro è nelle mie mani, appartiene all’Italia perchè Leonardo è
italiano”, con una proposta di restituzione a fronte di un riscatto di
cinquecentomila lire “per le spese”. Incuriosito, l’11 dicembre 1913,
l’antiquario fissò un appuntamento nella sua stanza all’Hotel Tripoli,
in via dè Cerretani (albergo che poi cambiò il nome proprio in
Hotel Gioconda) accompagnato dall’allora direttore degli Uffizi
Giovanni Poggi. I due si accorsero che l’opera non era uno dei tanti
falsi in circolazione, bensì l’originale e se la fecero consegnare
per verificarne l’autenticità. Nell’attesa il Perugia se ne andò a
spasso per la città, ma venne rintracciato e arrestato. Il ladro,
processato, venne definito “mentalmente minorato” e condannato
ed una pena di un anno e quindici giorni di prigione, poi ridotti a sette
mesi e quindici giorni. La sua difesa si basò tutta sul patriottismo e
suscitò qualche simpatia
(si parlò simpaticamente di ”peruggismo”).

La “Gioconda” fa impazzire la gente dunque? Nel 1956 la parte inferiore
del dipinto venne seriamente danneggiata a seguito di un attacco con
dell’acido; diversi mesi dopo qualcuno lanciò un sasso contro il dipinto.
Nel 1974, all’interno del Tokyo National Museum, una donna con handicap
arrabbiata per l’atteggiamento nei confronti di chi come lei usò dello
spray rosso e la danneggiò. Nel 2009 una donna russa lanciò una ciotola
di coccio comprata per souvenir nel Museo del Louvre.

Attualmente il quadro viene esposto dietro un vetro di sicurezza. Sugli
spiacevoli episodi di questo tipo fornì una lettera psicoanalitica Salvador
Dali: ”Molte persone se la sono presa con la Gioconda, anche lapidandola
come qualche anno fa, caso tipico di flagrante aggressione contro la
propria madre. Leonardo, inconsciamente, ha dipinto un essere che riveste
tutti gli attributi materni. Ha due grandi seni e posa su chi la contempla
uno sguardo totalmente materno. Però sorride in modo equivoco (…).
Ora cosa succede al povero infelice che è posseduto dal complesso di
Edipo (…)? Egli entra in un museo. Un museo è una casa pubblica.
Nel suo subconscio è un bordello. E in questo bordello vede
il prototipo dell’immagine di tutte le madri. La presenza angosciante
di sua madre che gli lancia uno sguardo dolce e gli rivolge un sorriso
equivoco lo spinge a un atto criminale. Commette un matricidio, prende
la prima cosa che gli capita fra le mani, un ciottolo, rovinando con esso
il quadro. È una tipica aggressione da paranoico”.

Studi del settembre 2006, effettuati dal Centro Nazionale di Ricerca e
Restauro dei Musei di Francia, hanno rilevato come in un primo tempo
tutto il volto della donna dovesse essere ricoperto da un sottile velo,
che all’epoca era portato della donne in attesa o che avevano appena
dato alla luce un figlio. Nel 2011 su Cartographica, giornale internazionale
d’informazione geografica e geovisualizzazione, Donato Pezzutto scrisse
che il paesaggio dello sfondo del dipinto corrisponde alla configurazione
topografica uguale a quella della Valdichiana.

Quando ero piccola ammmiravo sempre i disegni di Leonardo da Vinci
nei libri, era per me un maestro irraggiungibile, così lontano come sopra
una nuvola, intoccabile. Oggi è certo ugualmente irraggiungibile però mi
sento più vicina alla sua misteriosa ed affascinante arte, poiché posso
percepire che veramente vivesse a Vinci, in Toscana, e che riproducesse
nella Valdichiana quel ricco paesaggio fatto di montagna collina e fiume.
Lì non lontano dal luogo dove vivo, pertanto non riuscirei mai ad esprimere
pienamente e profondamente la mia gioia interiore di poter abitare nell’Italia
del magnifico Leonardo da Vinci.

Chigusa Kuraishi


riferimento:Catalogue Leonardo da Vinci Lady with an Ermine Treasures
from the Princes Czartoryski Museum Editorial Consultant Atsushi Okada
Wikipedia in Italiano e in Giapponese : Leonardo da Vinci : La Gioconda
:Mona Lisa
Corriere della sera 2003/03/27 Con Leonardo anche la geografia diventa arte
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by Art-Chigusa | 2015-04-12 16:55

Luce vento Sogno : L'officina

L'officina Invernale

Luce vento Sogno

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by Art-Chigusa | 2014-12-30 23:57

L'OFFICINA Mostra 2 Invernale

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Il vento soffia dove vuole  風は思いのままに吹く ヨハネ福音書3章7から8節


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All'improvviso


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Risveglio
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Senza Titolo 無題
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by Art-Chigusa | 2014-12-30 23:41

CONTEMPORART

イタリアの現代美術の雑誌CONTEMPORART
10月11月12月2014年に
ウンブリア州のトーディにあるBRIC Art Spaceで8月、
中国の北京のアーティスト(Guan JingJing 他)の展覧会についての記事を書きました
展覧会は10月15日まででした。

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by Art-Chigusa | 2014-12-28 17:53
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ペルージャ在住 アーティスト


by C.K
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