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Corso di Italiano: Leonardo da vinci

A Perugia offriva un corso gratuito di lingua Italiana
(Prof. Pierluca Pisapia), e per migliorare mio italiano,
mi ero iscritto per qualche mese e per termine di questo corso,
ho scritto di Leonardo da Vinci che abbiamo studiato
nel questo corso.

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Leonardo da Vinci è un simbolo dell’arte Italiana e non solo.
L’Italia è un Paese di arte. Una nazione in cui sono nati tanti artisti
importanti, ma il più affacinante tra tutti è sicuramente
Leonardo da Vinci. Egli non solo rappresenta l’arte italiana o
quella rinascimentale, ma anche qualcosa di ben più universale,
di eterno.

Leonardo da Vinci nacque a Vinci, vicino ad Empoli in Toscana,
il 15 Aprile 1452 e morì ad Amboise in Francia il 2 maggio 1519.
È stato un pittore, un ingegnere
ed uno scienziato. Uomo d’ingegno e talento universale del
Rinascimento. Si occupò di architettura e scultura, fu disegnatore,
trattatista, scenografo, anatomista, musicista e progettista inventore.
È considerato indubbiamente uno dei più grandi geni dell’umanità.

La sua opera più nota è la “Gioconda”. Il mito di tale suo capolavoro
è conservato nel Museo del Louvre a Parigi. Opera emblematica ed
enigmatica, forse il ritratto più strabiliante del mondo. Nel tempo
c’è chi ne ha fatto nascere numerosi omaggi ma
pure variegate parodie. La Monna Lisa è stata la figura artistica più
amata ma anche la più derisa o aggredita. Nella lunga storia del
dipinto non sono mancati i tentativi di vandalismo, nonchè un furto
rocambolesco che ne ha addirittura alimentato la leggenda.

“Monna” Lisa (un diminutivo di “Madonna”, che oggi avrebbe lo
stesso significato di “Signora”) era moglie di Francesco del Giocondo.
Leonardo in quel periodo del suo terzo soggiorno fiorentino abitava nella
casa accanto a palazzo Gondi, oggi distrutta,
a pochi passi da piazza della Signoria a Firenze.

La “Gioconda” è misteriosa perché non è solo il dipinto della signora
di Francesco del Giocondo, ma si teorizza che Leonardo avrebbe dipinto,
consciamente o meno non si sa,
se stesso ed anche la ricerca dell’immagine di sua madre. Probabilmente
perrché Leonardo quando aveva cinque anni non stava più insieme con
la sua vera madre, Caterina, ma con la madrina Arbiella che aveva
sedici anni quando si sposò. Si dice che in quel sorriso complicato
coesistano l’amore e l’odio, giacché ebbe avuto due madri,
e Monna Lisa è persino androgina! Leonardo non ebbe relazioni
note con donne, non si sposò mai e non ebbe figli, e sembra che
possa essere stato omosessuale.

L’artista ebbe qualche esperienza particolare di tipo spirituale.
Dalla nota dello stesso Leonardo: “Ne la mia prima ricordazione
della mia infanzia è mi pare che, essendo io in culla, che un nibbio
venissi a me e mi aprissi la bocca con la sua coda, e molte volte mi
percotessi con tal coda dentro alle labbra”. Derivò l’interpretazione
di Sigmund Freud, nel suo libro (1910), di un ricordo d’infanzia di
Leonardo da Vinci come fantasia di un atto sessuale orale; laddove
il nibbi rappresenterebbe androginicamente la madre nella
curiosità sessuale infantile, da cui poi sarebbe derivata la sua
curiosità artistica e scientifica mai soddisfatta e conclusa.
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Marcel Duchamp nel 1919 dipinse “L.H.O.O.Q”, un ready-made rettificato
di una riproduzione fotografica della “Gioconda” alla quale sono stati aggiunti provocatoriamente dei baffi e un pizzetto. Il titolo è un gioco di parole:
“Elle a chaud au cul”, ovvero “Lei ha caldo al culo”, dunque significa
“Lei è eccitata”. Duchamp non intendeva negare l’arte di Leonardo
ma onorarla, a modo suo, mettendo in ridicolo gli estimatori superficiali
e ignoranti che apprezzano la Gioconda solo perchè tutti dicono “è bella”
conformandosi al gusto della maggioranza delle persone.

Il furto della Gioconda avvenne nella notte tra domenica 20 e lunedì
21 agosto 1911. Il giorno prima della chiusura del museo. Della sottrazione
si accorse lunedì stesso un copista, Louis Bèroud, che aveva avuto il
permesso per riprodurre l’opera a porte chiuse.
La notizia del furto fu ufficializzata solo il giorno dopo, anche perché
all’epoca non era infrequente che le opere venissero temporaneamente
rimosse per essere fotografate. All’inizio fu sospettato dalla polizia
il famoso poeta francese Guillaume Apollinaire,
il quale venne arrestato perchè aveva dichiarato di voler distruggere i
capolavori di tutti i musei per far posto all’arte nuova: era una sua
provocazione. Anche Pablo Picasso venne interrogato in merito,
ma entrambi vennero infine rilasciati.

In realtà un ex-impiegato del Louvre, Vincenzo Perugia, originario
di Dumenza, cittadina nei pressi di Luino (provincia di Varese),
convinto che il dipinto appartenesse all’Italia e non alla Francia
l’aveva rubato, con l’intenzione di “regalarlo” all’Italia,
dato che l’opera era stata rubata durante le spoliazioni napoleoniche.
Ingenuamente Vincenzo Perugia nel 1913 si recò a Firenze, a rivendere
l’opera per pochi spiccioli. Si rivolse all’antiquario fiorentino Alfredo Geri,
che ricevette una lettera firmata “Leonardo”, nella quale era scritto
“il quadro è nelle mie mani, appartiene all’Italia perchè Leonardo è
italiano”, con una proposta di restituzione a fronte di un riscatto di
cinquecentomila lire “per le spese”. Incuriosito, l’11 dicembre 1913,
l’antiquario fissò un appuntamento nella sua stanza all’Hotel Tripoli,
in via dè Cerretani (albergo che poi cambiò il nome proprio in
Hotel Gioconda) accompagnato dall’allora direttore degli Uffizi
Giovanni Poggi. I due si accorsero che l’opera non era uno dei tanti
falsi in circolazione, bensì l’originale e se la fecero consegnare
per verificarne l’autenticità. Nell’attesa il Perugia se ne andò a
spasso per la città, ma venne rintracciato e arrestato. Il ladro,
processato, venne definito “mentalmente minorato” e condannato
ed una pena di un anno e quindici giorni di prigione, poi ridotti a sette
mesi e quindici giorni. La sua difesa si basò tutta sul patriottismo e
suscitò qualche simpatia
(si parlò simpaticamente di ”peruggismo”).

La “Gioconda” fa impazzire la gente dunque? Nel 1956 la parte inferiore
del dipinto venne seriamente danneggiata a seguito di un attacco con
dell’acido; diversi mesi dopo qualcuno lanciò un sasso contro il dipinto.
Nel 1974, all’interno del Tokyo National Museum, una donna con handicap
arrabbiata per l’atteggiamento nei confronti di chi come lei usò dello
spray rosso e la danneggiò. Nel 2009 una donna russa lanciò una ciotola
di coccio comprata per souvenir nel Museo del Louvre.

Attualmente il quadro viene esposto dietro un vetro di sicurezza. Sugli
spiacevoli episodi di questo tipo fornì una lettera psicoanalitica Salvador
Dali: ”Molte persone se la sono presa con la Gioconda, anche lapidandola
come qualche anno fa, caso tipico di flagrante aggressione contro la
propria madre. Leonardo, inconsciamente, ha dipinto un essere che riveste
tutti gli attributi materni. Ha due grandi seni e posa su chi la contempla
uno sguardo totalmente materno. Però sorride in modo equivoco (…).
Ora cosa succede al povero infelice che è posseduto dal complesso di
Edipo (…)? Egli entra in un museo. Un museo è una casa pubblica.
Nel suo subconscio è un bordello. E in questo bordello vede
il prototipo dell’immagine di tutte le madri. La presenza angosciante
di sua madre che gli lancia uno sguardo dolce e gli rivolge un sorriso
equivoco lo spinge a un atto criminale. Commette un matricidio, prende
la prima cosa che gli capita fra le mani, un ciottolo, rovinando con esso
il quadro. È una tipica aggressione da paranoico”.

Studi del settembre 2006, effettuati dal Centro Nazionale di Ricerca e
Restauro dei Musei di Francia, hanno rilevato come in un primo tempo
tutto il volto della donna dovesse essere ricoperto da un sottile velo,
che all’epoca era portato della donne in attesa o che avevano appena
dato alla luce un figlio. Nel 2011 su Cartographica, giornale internazionale
d’informazione geografica e geovisualizzazione, Donato Pezzutto scrisse
che il paesaggio dello sfondo del dipinto corrisponde alla configurazione
topografica uguale a quella della Valdichiana.

Quando ero piccola ammmiravo sempre i disegni di Leonardo da Vinci
nei libri, era per me un maestro irraggiungibile, così lontano come sopra
una nuvola, intoccabile. Oggi è certo ugualmente irraggiungibile però mi
sento più vicina alla sua misteriosa ed affascinante arte, poiché posso
percepire che veramente vivesse a Vinci, in Toscana, e che riproducesse
nella Valdichiana quel ricco paesaggio fatto di montagna collina e fiume.
Lì non lontano dal luogo dove vivo, pertanto non riuscirei mai ad esprimere
pienamente e profondamente la mia gioia interiore di poter abitare nell’Italia
del magnifico Leonardo da Vinci.

Chigusa Kuraishi


riferimento:Catalogue Leonardo da Vinci Lady with an Ermine Treasures
from the Princes Czartoryski Museum Editorial Consultant Atsushi Okada
Wikipedia in Italiano e in Giapponese : Leonardo da Vinci : La Gioconda
:Mona Lisa
Corriere della sera 2003/03/27 Con Leonardo anche la geografia diventa arte
[PR]
by Art-Chigusa | 2015-04-12 16:55 | Comments(0)
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ペルージャ在住 アーティスト


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